“Nicaragua, Nicaraguita il fiore più bello del mio amore”


Suor Edelma del Rosario Matey Hurtado, missionaria Alcantarina, a Managua, che con grande capacità narrativa ci offre gli spunti giusti per farci un’idea della grande ricchezza storica e culturale del Nicaragua.

Nicaragua, Nicaraguita il fiore più bello del mio amore
Carlos Mejía Godoy – Cantautore nicaraguense

Mi fa piacere rivolgermi a voi stimati lettori, in questa occasione per presentare alcune pennellate storico-culturali che fanno del mio amato paese, il Nicaragua, un luogo pieno di una profonda eredità culturale pittoresca, vivace e creativa
Il Nicaragua è situato nell’istmo centroamericano e confina a Nord con l’Honduras e al Sud con il Costarica. Le coste sono bagnate dall’Oceano pacifico e dal Mar dei Caraibi ed è il paese più grande del Centroamerica, con una popolazione di 6.259 513 abitanti.

La popolazione si concentra nel Nord del paese e nella zona del Pacifico, dove si raggruppano le città più grandi e più importanti. Senza dimenticare che si può notare una chiara influenza africana nella regione atlantica; una zona che fu quasi per due secoli sotto il controllo degli inglesi, che si dedicavano all’agricoltura e per incrementare le loro ricchezze, favorirono l’importazione di schiavi negri come manodopera; in questa regione gli usi, il folklore, la musica e la danza sono chiaramente di origine africana.

Le celebrazioni religiose sono vivaci, infatti si esprimono attraverso danze, musiche e rappresentazioni tradizionali. Ogni città e villaggio ha il suo “santo Patrono” scelto o imposto dai tempi coloniali. Quando gli abitanti della zona esprimono la devozione al loro santo si svolgono le popolari “feste patronali” che si protraggono per vari giorni. Queste feste sono delle dimostrazioni significative della tradizione culturale.

La festa più popolare e che è parte dell’identità culturale del paese è la famosa “Gritería”, in onore dell’Immacolata Concezione di Maria, non c’è un nicaraguense che non si identifichi con questa celebrazione, i motti in onore di Maria sono tatuati con l’amore nel cuore.

Questa festa che fu introdotta dai frati francescani nel XVII sec. e si celebra la sera del 7 dicembre; in quasi tutte le case dei cattolici si prepara un altare a Maria, viene dato l’inizio alla festa alle sei della sera con il grido del Vescovo: “Chi è causa di tanta allegria?” alla quale con giubilo si risponde “La Concezione di Maria!” in ogni casa dove c’è un altare alla Vergine, gruppi di persone cantano canzoni rivolte alla Vergine Maria e in cambio ricevono da parte dei padroni di casa un pacchetto che contiene qualche regalo che può essere un dolce, o prodotti di prima necessità o cibi tipici, ecc. Con queste cose le persone riempiono le loro borse già preparate per questo giorno. È da notare che il popolo nicaraguense è molto religioso ed è molto facile trovare dei cattolici che frequentano la chiesa e le sue attività; infatti, oltre a questa fede popolare esistono anche gruppi di laici che cercano di vivere una fede meno popolare e devozionale e più adulta.

Nella sfera politica direi che pur dopo anni di instabilità politica e anche di vulnerabilità per i disastri causati da fenomeni naturali, nell’ultimo decennio il paese è cresciuto rispetto alla media dell’America Latina. Guardando al passato possiamo dire che l’attuale povertà del Nicaragua è un’eredità ricevuta dall’essere stato colonizzato dal regno di Spagna, per cui fu obbligato a cambiare le proprie abitudini religiose e le forme di organizzazione sociale e politica, inoltre, subì il saccheggio delle proprie risorse e il furto delle proprie terre. Per duecento anni, la nostra popolazione indigena soffrì l’umiliazione e l’oppressione sul proprio territorio; oggi più dell’80% dei poveri del Nicaragua risiedono nelle aree rurali, la maggior parte in queste comunità periferiche dove l’accesso ai servizi di base è una sfida quotidiana.

Finora, i governanti si sono limitati ad esercitare il potere a beneficio di un gruppo ridotto di persone, e hanno utilizzato la democrazia come metodo di sottomissione del popolo, poiché è un sistema che non promuove la partecipazione cittadina fuori dal momento delle votazioni, che si considera come la massima espressione della “volontà popolare”. Coloro che dovrebbero assicurare la tutela dei diritti e delle garanzie non compiono totalmente né efficacemente il loro dovere e molte volte i conflitti politici finiscono per peggiorare questa situazione; è scandaloso sapere che attualmente il Nicaragua continua ad essere uno dei paesi meno sviluppati dell’America Latina

Per concludere questo articolo desidero menzionare che, agli occhi del mondo, parte del patrimonio letterario nicaraguense poggia sulla figura dello scrittore e poeta Rubén Dario (1867-1916), riconosciuto nel mondo di lingua spagnola come uno dei creatori del modernismo. La sua opera è vasta ed è stata tradotta in varie lingue, e viene riconosciuto il suo contributo all’arricchimento della letteratura in castigliano con aperture cosmopolite. Il Nicaragua è stato ed è attualmente terra di romanzieri e poeti, gli scrittori moderni più conosciuti a livello internazionale sono Ernesto Cardenal, Gioconda Belli y Sergio Ramírez.

Sono contenta di questa opportunità di poter condividere con voi alcuni importanti aspetti che fanno del Nicaragua un paese pieno di speranze e ricchezze. Purtroppo non si può affrontare tanta ricchezza storica e culturale di un paese in così poche parole però se ne può almeno delineare una parte

Hna. Edelma del Rosario Matey Hurtado
Hermanas Franciscanas Alcantarinas
Managua -Nicaragua