Sequela


In piena sintonia con il carisma trasmessoci dai Fondatori, nella gioia di appartenere a Cristo, suscitiamo e liberiamo le domande profonde nascoste nel cuore dei giovani. Certe che la prima pedagogia è quella propria del Vangelo, decliniamo nell’oggi la domanda che il giovane Francesco d’Assisi rivolse al Crocifisso di San Damiano: “Signore, cosa vuoi che io faccia?” Consapevoli che ogni vita è vocazione e grate per il dono che ogni persona è per il mondo e per la costruzione del Regno di Dio, accompagniamo nel discernimento tutti coloro che portano in cuore il desiderio di comprendere “il fine principale per cui Dio li ha creati” (cfr. Cs74, 1°).

Se desideri iniziare un cammino di conoscenza, fede e discernimento, puoi contattare le nostre case di pastorale giovanile vocazionale.

Rif. CENTRI VOCAZIONALI  

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Il periodo di inserimento nel nostro Istituto, detto di Formazione iniziale, comprende le seguenti tappe (cfr. Piano di Formazione 1986):

POSTULATO – Tempo nel quale si è chiamate a scoprire le ragioni più profonde della propria vocazione, per maturare nella fede la risposta libera e cosciente al progetto di Dio.

NOVIZIATO – Periodo di iniziazione alla vita religiosa, orientato a far vivere un’esperienza profonda di relazione con Cristo, conoscere ed interiorizzare i valori evangelici della consacrazione religiosa, assumere il senso profondo della vita in fraternità, assimilare la spiritualità e la missione dell’Istituto. Al termine del noviziato, si svolge il rito della Professione temporanea: la novizia emette i voti per un anno, al termine del quale è chiamata a rinnovarli per sei anni.

E’ questo il tempo dello JUNIORATO, durante il quale l’impegno formativo continua per consolidare e maturare ulteriormente la scelta della sequela di Cristo secondo il carisma del nostro Istituto.

Con la PROFESSIONE PERPETUA, infine, avviene la definitiva consacrazione a Dio per il servizio dei fratelli e l’incorporazione piena nella Famiglia religiosa alcantarina.

In piena sintonia con il carisma trasmessoci dai Fondatori, nella gioia di appartenere a Cristo, suscitiamo e liberiamo le domande profonde nascoste nel cuore dei giovani. Certe che la prima pedagogia è quella propria del Vangelo, decliniamo nell’oggi la domanda che il giovane Francesco d’Assisi rivolse al Crocifisso di San Damiano: “Signore, cosa vuoi che io faccia?” Consapevoli che ogni vita è vocazione e grate per il dono che ogni persona è per il mondo e per la costruzione del Regno di Dio, accompagniamo nel discernimento tutti coloro che portano in cuore il desiderio di comprendere “il fine principale per cui Dio li ha creati” (cfr. Cs74, 1°).