Spiritualità

La nostra famiglia religiosa continua a nutrirsi oggi della vitalità spirituale  che le fu consegnata alle origini della fondazione per il tramite di don Vincenzo Gargiulo e di Madre Agnese Russo. Con saggezza e discernimento i fondatori affidarono la crescita e lo sviluppo dell’intuizione originaria ad una tradizione spirituale coerente con i loro ideali di vita e le loro sensibilità, ma salda e capace di superare le insidie del tempo: la FORMA DI VITA FRANCESCANA ALCANTARINA.

La contemplazione del Signore Gesù si ferma sopra ogni cosa sui misteri della Passione e della Croce, per diventare sequela del Cristo povero e crocifisso attraverso la testimonianza al mondo delle esigenze della conversione evangelica in “spirito di dolcezza, di umiltà, di abnegazione e mortificazione” (cfr. Cs 1874).

Ogni sorella dell’Istituto è chiamata a vivere il primato dell’orazione e contemplazione così come i  valori di povertà, minorità e penitenza per “essere informata dello Spirito di Gesù Cristo da farlo trasparire in anco minima azione” (cfr. Cs 1874) e così far trasparire nel quotidiano il carattere distintivo delle Figlie Povere di San Pietro d’Alcantara: la carità fraterna.

SAN PIETRO D’ALCANTARA

Nacque a Alcántara (Spagna) nel 1499, da una nobile famiglia di cavalieri. Dopo aver completato gli studi in diritto e filosofia presso l’Università di Salamanca, entrò nell’ordine dei Frati Minori Osservanti nel 1515.

Completata la formazione, iniziò ben presto a ricoprire incarichi di responsabilità all’interno della sua Provincia. La sua tensione interiore però lo spinse, negli anni 1555-1557, a scegliere di tornare a vivere la pienezza dell’osservanza della Regola e del Testamento di Francesco d’Assisi.

Molti giovani frati del tempo condividevano questo medesimo desiderio: nacque così la riforma alcantarina dell’Osservanza, che presto si estese in tutta la Spagna e di qui nell’Italia meridionale.

I tratti salienti che caratterizzarono la sua vita di francescano e che trasmise ai suoi sono:

- l’affermazione del primato della relazione con Dio nella sua dimensione affettiva e contemplativa;

- il radicalismo nella sequela del Cristo povero e crocifisso;

- la vita di penitenza intesa come via di trasformazione del cuore.

Grande contemplativo e penitente, san Pietro d’Alcantara fu maestro spirituale capace di incontrare con affabilità e semplicità ogni categoria di persone: bambini, laici, principi e religiosi (fu confessore anche di santa Teresa d’Avila, riformatrice del Carmelo). Scrisse diverse opere di meditazione e preghiera, tra le quali spicca il Trattato dell’orazione.

Morì la sera del 18 ottobre 1562 ad Arenas de San Pedro (Avila). Canonizzato nel 1689, la memoria liturgica del suo transito al cielo si festeggia il 19 ottobre.

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